Non solo criptovalute: da anni circolano in Italia piattaforme che promettono rendimenti elevati su forex, opzioni binarie o titoli non quotati, presentandosi come broker autorizzati ma senza alcuna licenza reale. Il meccanismo è simile a quello delle truffe crypto, ma la promessa cambia veste ogni volta che cambia la moda del momento.

Come si presentano queste piattaforme

Il contatto avviene spesso tramite pubblicità sui social network, con testimonianze di guadagni facili, oppure tramite un consulente che chiama offrendo “un’opportunità riservata”. Il sito si presenta con loghi professionali, numeri di licenza inventati o copiati da broker reali, e una dashboard che mostra un saldo in costante crescita.

Dopo un primo piccolo investimento, spesso viene autorizzato un prelievo per dimostrare l’affidabilità della piattaforma. È il momento in cui la vittima abbassa le difese e inizia a investire somme sempre maggiori, fino a quando ogni richiesta di prelievo viene bloccata con scuse burocratiche.

Come verificare se un broker è autorizzato

In Italia, chi offre servizi di investimento deve essere autorizzato da Consob o da un’autorità equivalente di un altro paese UE. Consob pubblica un elenco aggiornato di siti non autorizzati contro cui ha disposto l’oscuramento: verificare la presenza del broker in questo elenco, o l’assenza da quello dei soggetti autorizzati, è un primo controllo semplice ma spesso trascurato.

Segnali di allarme

  • rendimenti promessi come certi o comunque molto superiori alla media di mercato;
  • pressione a investire rapidamente per non “perdere l’occasione”;
  • un consulente sempre disponibile che segue passo passo ogni operazione;
  • impossibilità di prelevare senza pagare ulteriori somme per tasse, commissioni o sblocchi;
  • assenza di autorizzazione Consob o di altra autorità di vigilanza finanziaria.

Cosa fare se hai investito in una piattaforma non autorizzata

  • conserva tutte le comunicazioni e le ricevute dei versamenti;
  • interrompi ogni ulteriore pagamento, anche se richiesto per “sbloccare” il capitale;
  • verifica con la propria banca se è possibile richiedere lo storno di eventuali bonifici recenti;
  • valuta tempestivamente una querela per truffa e le possibili azioni per il recupero delle somme versate.

L’Avv. Alessandro Santoro assiste persone e aziende vittime di truffe legate a finti investimenti online, con specifica competenza nel diritto penale e nella ricostruzione dei flussi di pagamento.

Avv. Alessandro Santoro
Diritto penale – Truffe online – Frodi informatiche – Criptovalute

Bologna Piazza Galileo 5 – mobile +39 3286841828

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