Presentare una querela è il primo passo, ma molte vittime non sanno cosa aspettarsi dopo. Un’idea chiara dei tempi e delle fasi aiuta a non perdere fiducia nel percorso.

Le fasi principali

  1. Presentazione. Si deposita la querela presso le forze dell’ordine o la Procura, con tutta la documentazione: chat, ricevute, IBAN o indirizzi di wallet, screenshot.
  2. Iscrizione e indagini. Il Pubblico Ministero iscrive la notizia di reato e dispone gli accertamenti: richieste alle banche, agli operatori telefonici, alle piattaforme, analisi dei flussi di denaro.
  3. Esito delle indagini. Il PM può chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione, ad esempio se non si riesce a identificare l’autore. La persona offesa può essere informata e, in certi casi, opporsi all’archiviazione.
  4. Processo e parte civile. Se si arriva a giudizio, la vittima può costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento.

Il fattore tempo

  • per molti reati, compresa la truffa nelle ipotesi base, la querela va presentata entro tre mesi da quando si è avuta conoscenza del fatto. Alcune ipotesi aggravate sono invece perseguibili d’ufficio: conviene verificare il caso concreto;
  • le indagini possono durare mesi o anni, soprattutto quando i responsabili sono all’estero.

Cosa aiuta davvero

Una querela precisa e documentata, con i dati utili a tracciare il denaro, aumenta le possibilità che le indagini abbiano un seguito. Non c’è però alcuna garanzia di identificare i responsabili o recuperare le somme.

L’Avv. Alessandro Santoro assiste persone vittime di truffe online e frodi legate alle criptovalute, con specifica competenza nel diritto penale, dalla redazione della querela all’eventuale costituzione di parte civile.

Avv. Alessandro Santoro
Diritto penale – Truffe online – Frodi informatiche – Criptovalute

Bologna Piazza Galileo 5 – mobile +39 3286841828

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