Sempre più spesso, dietro un consulente finanziario o un “trader esperto” che contatta un risparmiatore su Telegram, WhatsApp o un social network, non c’è una persona reale, ma un assistente basato su intelligenza artificiale programmato per sembrarlo.

I moderni chatbot generativi sono in grado di sostenere conversazioni naturali, rispondere a obiezioni, simulare empatia e costruire un rapporto di fiducia con l’interlocutore in tempi molto rapidi. Caratteristiche preziose per un servizio clienti legittimo, ma che nelle mani sbagliate diventano uno strumento efficace per truffe di investimento, in particolare nel settore delle criptovalute.

Perché un chatbot convince più di un messaggio scritto a mano

Un’intelligenza artificiale conversazionale non si stanca, risponde in ogni momento della giornata, si adatta al linguaggio e alle obiezioni della vittima e può gestire contemporaneamente centinaia di conversazioni identiche. Questo permette alle organizzazioni criminali di scalare le truffe su larga scala, mantenendo comunque un’apparenza di attenzione personalizzata verso ogni singolo interlocutore.

Falsi consulenti e trader generati dall’intelligenza artificiale

Nei gruppi privati su Telegram o WhatsApp dedicati agli investimenti in criptovalute, è sempre più comune imbattersi in profili che si presentano come esperti di trading o analisti finanziari, ma che in realtà rispondono attraverso un bot addestrato per:

  • rassicurare chi manifesta dubbi sulla piattaforma di investimento;
  • mostrare finti grafici di rendimento e screenshot di guadagni;
  • sollecitare versamenti aggiuntivi in momenti di incertezza;
  • simulare la disponibilità di un vero consulente, sempre pronto a rispondere.

La vittima, convinta di dialogare con una persona competente e disponibile, abbassa naturalmente le proprie difese.

Come riconoscere un’interazione sospetta

Alcuni segnali possono aiutare a riconoscere che non si sta parlando con un vero professionista:

  • risposte immediate a qualsiasi ora, senza mai un’esitazione;
  • un linguaggio eccessivamente rassicurante di fronte a qualunque dubbio;
  • insistenza nel richiedere nuovi versamenti per “sbloccare” un guadagno;
  • impossibilità di verificare l’identità reale dell’interlocutore o l’iscrizione ad albi professionali;
  • piattaforme di investimento non autorizzate da Consob o da altre autorità di vigilanza.

Cosa fare se sei stato truffato da un falso consulente o da un bot crypto

Se hai versato denaro dopo essere stato contattato da un presunto consulente che in realtà potrebbe essere un sistema automatizzato, è importante:

  • conservare tutte le conversazioni, comprese quelle su Telegram e WhatsApp;
  • salvare screenshot, numeri di telefono e indirizzi delle piattaforme utilizzate;
  • raccogliere le ricevute dei bonifici o dei trasferimenti in criptovaluta;
  • evitare di effettuare ulteriori versamenti, anche se richiesti con urgenza;
  • valutare tempestivamente una querela e le possibili azioni per il recupero delle somme versate.

L’Avv. Alessandro Santoro assiste persone e aziende vittime di truffe online e di frodi legate alle criptovalute, anche quando realizzate attraverso strumenti di intelligenza artificiale, con specifica competenza nel diritto penale e nell’analisi delle transazioni su blockchain.

Se hai il sospetto di aver dialogato con un falso consulente o con un bot utilizzato per una truffa di investimento, è importante intervenire tempestivamente per valutare le possibili strategie di tutela.

Avv. Alessandro Santoro
Diritto penale – Truffe online – Frodi informatiche – Criptovalute

Bologna Piazza Galileo 5 – mobile +39 3286841828

Se hai subito una truffa e vuoi capire come tutelarti, puoi consultare i servizi di assistenza legale dello studio oppure contattare l’Avv. Santoro a Bologna per una prima valutazione.


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