Quando i fondi di una truffa vengono spostati su un exchange, a volte esiste ancora una finestra di intervento. È uno degli aspetti più delicati del recupero, e vale la pena capire cosa è realistico.
Perché gli exchange contano
I truffatori, prima o poi, devono convertire le criptovalute in denaro tradizionale, e per farlo spesso passano da piattaforme di scambio. Un exchange regolamentato conosce l’identità dei suoi clienti, e questo lo rende un punto di contatto utile per le indagini.
Come può avvenire un blocco
- Su richiesta dell’autorità giudiziaria, con un provvedimento di sequestro preventivo dei fondi;
- Su segnalazione, quando l’exchange, ricevuta la documentazione, decide di sospendere il conto secondo le proprie procedure interne. Non è un obbligo e non è garantito.
I limiti
- molti exchange hanno sede all’estero, e i tempi della cooperazione internazionale sono lunghi;
- i fondi possono essere già stati trasferiti altrove;
- serve un’analisi della blockchain che colleghi con precisione i fondi della truffa all’indirizzo dell’exchange.
Perché agire presto
Più tempo passa, più i fondi si disperdono. Una querela tempestiva e una ricostruzione tecnica dei movimenti aumentano le possibilità che qualcosa sia ancora intercettabile, senza che questo si possa promettere.
L’Avv. Alessandro Santoro assiste persone vittime di truffe in criptovalute, con specifica competenza nel diritto penale e nell’analisi delle transazioni su blockchain.
Avv. Alessandro Santoro
Diritto penale – Truffe online – Frodi informatiche – Criptovalute
Bologna Piazza Galileo 5 – mobile +39 3286841828
Se hai subito una truffa e vuoi capire come tutelarti, puoi consultare i servizi di assistenza legale dello studio oppure contattare l’Avv. Santoro a Bologna per una prima valutazione.

Lascia un commento